"Abbiamo bisogno di sognare per sentirci reali?"Con questa domanda inizia il 1° film di questa rassegna cinematografica dal titolo “TRA SOGNO E REALTÀ” che di volta in volta vi mostrerà, attraverso i film che abbiamo selezionato, come la realtà ed il sogno talvolta possano confondersi fino a non farci distinguere quale sia l'una e quale sia l'altra
Luca Ruella e Rosario Catalano, Marzo 2009
Contro certi titoli italiani si dovrebbero prevedere sanzioni. In base a quale sciagurato criterio l'originale "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (letteralmente: “L’eterno splendore di una mente immacolata”, preso in prestito dai versi del poeta inglese Alexander Pope) è stato "tradotto" in Se mi lasci ti cancello? Titolo che non mente sul soggetto, ma sul tono del film, facendoti scambiare per una fesseria comico-romantica quella che è, invece, una tra le commedie più complesse, intelligenti e amare capitate sullo schermo in questi ultimi anni. Charlie Kaufman, lo sceneggiatore nominato all'Oscar di «Essere John Malkovich» e «Ladro di orchidee» ci sorprende ancora con una commedia romantica diversa da tutte le altre, scritta con enorme talento e che il regista Michel Gondry dirige in pari stato di grazia. La sfida era grossa: raccontare la storia in ordine cronologico ma all'incontrario, con inversione dei rapporti causa-effetto, senza perdere l'attenzione dello spettatore. La regia di Gondry manovra tra i diversi livelli di realtà e riesce nella scommessa di visualizzare il processo senza ricorrere a effetti speciali: usando metodi artigianali (un'immagine che scolora gradualmente) o suggestioni surrealiste (un letto su una spiaggia coperta di neve). Ineccepibile anche la scelta di rendere la sede di “Lacuna” più simile a uno squallido ambulatorio, che non a una multinazionale ipertecnologica. Tutto all'opposto del film comico suggerito dal titolo nostrano, Se mi lasci ti cancello non tenta minimamente di essere un feel-good movie che manipoli il pubblico, offrendogli soluzioni consolatorie. Lo stesso finale, che potrebbe sembrare ottimistico, contiene in sé il germe del dubbio (tentare di restare insieme non equivale a ripetere all'infinito gli stessi errori?) in quantità sufficiente a escludere il lieto fine. Jim Carrey, il popolarissimo comico dalla faccia di gomma campione del box office con commedie comiche da «Scemo più scemo» a «Una settimana da Dio», dimostra anche questa volta (vedi «The Truman Show» e «Man on the Moon») di saper stupire anche in veste drammatica. Kate Winslet è perfetta e il cast di supporto (Ruffalo, Dunst, Elijah "Frodo" Wood) lussuoso.
Da La Repubblica e La Stampa, Ottobre 2004
ANNO: 2004
DURATA: 108’
GENERE: sentimentale, fantascienza
REGIA: Michel Gondry
PREMI:
- Oscar 2005: Miglior sceneggiatura originale
- BAFTA: Miglior sceneggiatura originale
- NATIONAL BOARD OF REVIEW AWARDS 2004: Miglior sceneggiatura originale
- 2 IOMA 2005: Miglior sceneggiatura originale, Miglior attrice protagonist (Kate Winslet)
Luca Ruella e Rosario Catalano, Marzo 2009
Contro certi titoli italiani si dovrebbero prevedere sanzioni. In base a quale sciagurato criterio l'originale "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (letteralmente: “L’eterno splendore di una mente immacolata”, preso in prestito dai versi del poeta inglese Alexander Pope) è stato "tradotto" in Se mi lasci ti cancello? Titolo che non mente sul soggetto, ma sul tono del film, facendoti scambiare per una fesseria comico-romantica quella che è, invece, una tra le commedie più complesse, intelligenti e amare capitate sullo schermo in questi ultimi anni. Charlie Kaufman, lo sceneggiatore nominato all'Oscar di «Essere John Malkovich» e «Ladro di orchidee» ci sorprende ancora con una commedia romantica diversa da tutte le altre, scritta con enorme talento e che il regista Michel Gondry dirige in pari stato di grazia. La sfida era grossa: raccontare la storia in ordine cronologico ma all'incontrario, con inversione dei rapporti causa-effetto, senza perdere l'attenzione dello spettatore. La regia di Gondry manovra tra i diversi livelli di realtà e riesce nella scommessa di visualizzare il processo senza ricorrere a effetti speciali: usando metodi artigianali (un'immagine che scolora gradualmente) o suggestioni surrealiste (un letto su una spiaggia coperta di neve). Ineccepibile anche la scelta di rendere la sede di “Lacuna” più simile a uno squallido ambulatorio, che non a una multinazionale ipertecnologica. Tutto all'opposto del film comico suggerito dal titolo nostrano, Se mi lasci ti cancello non tenta minimamente di essere un feel-good movie che manipoli il pubblico, offrendogli soluzioni consolatorie. Lo stesso finale, che potrebbe sembrare ottimistico, contiene in sé il germe del dubbio (tentare di restare insieme non equivale a ripetere all'infinito gli stessi errori?) in quantità sufficiente a escludere il lieto fine. Jim Carrey, il popolarissimo comico dalla faccia di gomma campione del box office con commedie comiche da «Scemo più scemo» a «Una settimana da Dio», dimostra anche questa volta (vedi «The Truman Show» e «Man on the Moon») di saper stupire anche in veste drammatica. Kate Winslet è perfetta e il cast di supporto (Ruffalo, Dunst, Elijah "Frodo" Wood) lussuoso.
Da La Repubblica e La Stampa, Ottobre 2004
ANNO: 2004
DURATA: 108’
GENERE: sentimentale, fantascienza
REGIA: Michel Gondry
PREMI:
- Oscar 2005: Miglior sceneggiatura originale
- BAFTA: Miglior sceneggiatura originale
- NATIONAL BOARD OF REVIEW AWARDS 2004: Miglior sceneggiatura originale
Ciao a tutti,
RispondiEliminavisto che dopo la prima visione nn siamo riusciti a fare il dibattito per svariati motivi, invitiamo chi lo desideri a lasciare un post con un commento sul film " se mi lasci ti cancello". Potrebbe essere interessante, no?
ciao
Luca e Ro
Gran film e, a mio avviso, con finale positivo. Fin dalla prima volta che l'ho visto mi piace pensare che, rimossi tutti i ricordi legati ad una persona, resta comunque un legame indissolubile, impalpabile, ma decisamente più forte, resistente al tempo, agli eventi e alla scienza, un legame che risponde alle regole complicate dell'attrazione. Un "eterno splendore", un'infinita letizia che è sopra ogni cosa e che rimane anche in una "mente immacolata", ripulita del suo contenuto esperienziale. Io leggo questo nel titolo originale, purtroppo vomitevolmente trasformato in italiano.
RispondiEliminaMonBon Marcel